Gay & Bisex
LO SCIOPERO... 4
04.10.2025 |
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"«Dio, non sai che cazzo di lotta è stata non portarti via di peso, in mezzo a tutti..."
Rimasero sdraiati, ansimanti, le lenzuola madide, il fumo della sigaretta che disegnava arabeschi nell’aria calda della stanza.Lui lo fissava, un braccio pesante sul petto di Giò, come se non volesse lasciarlo scappare.
«Allora… adesso parli.» disse con un mezzo sorriso, ma lo sguardo serio. «Chi sei, Giò? Non mi basta scoparti, voglio sapere tutto.»
Giò rise, con la voce roca dopo i gemiti. «Sembra un interrogatorio.»
«Lo è.» ribatté il poliziotto, stringendolo con più forza. «E non pensare di cavartela. Voglio sentirlo da te.»
Giò sbuffò, si girò su un fianco guardandolo negli occhi. «Studio filosofia. Mi manca poco alla laurea. Per ora faccio il volontario alla cattedra di Filosofia morale. Non mi pagano, ma mi serve esperienza. Il mio sogno è restare lì, fare carriera in università.»
Fece una pausa, sorridendo con ironia. «Un po’ meno rischioso che andare in giro con casco e manganello, no?»
L’uomo lo fissò, serio, e poi annuì. «E tu invece sembri nato per la piazza. Per urlare, per farti vedere. Non per startene chiuso in una biblioteca.»
«Forse.» ammise Giò. «Ma se voglio un futuro, devo restare lì dentro. La filosofia mi salva. Anche se poi scendo in piazza a urlare lo stesso.»
Il poliziotto lo accarezzò sulla guancia, come se stesse imparando a memoria ogni dettaglio del suo viso. «Io invece… mi sono laureato in giurisprudenza. Ma non volevo finire dietro una scrivania, non subito. Così ho scelto la polizia. Quasi per caso quel giorno ero in pattuglia. Non esco spesso, faccio più lavoro d’ufficio. Ma quando ho visto quello che succedeva…»
Lo sguardo si abbassò, la voce si fece più roca. «Ho visto te.»
Giò si morse il labbro, eccitato da quella confessione. «E hai dimenticato tutto il resto.»
«Esatto.» Il poliziotto gli prese il mento, avvicinando la sua bocca. «Dio, non sai che cazzo di lotta è stata non portarti via di peso, in mezzo a tutti.»
Lo baciò di nuovo, un bacio lento, ma carico di rabbia trattenuta. Le mani scivolarono sul suo corpo nudo, riascoltandolo come se non l’avesse già avuto dentro poche ore prima.
«Allora adesso tocca a te.» ribatté Giò, con un sorriso sporco. «Fammi l’interrogatorio, ispettore. Chiedimi quello che vuoi.»
«Ok.» annuì lui, con un ghigno. «Quante volte ti sei scopato qualcuno dopo uno sciopero?»
Giò rise piano. «Mai. Sei il primo.»
«E ti è piaciuto?»
«Non hai idea.»
Il poliziotto si stava già eccitando di nuovo, il suo cazzo duro che premeva contro la coscia di Giò. «Cazzo… non riesco a fermarmi con te.»
«Non farlo.» sussurrò Giò, allargando le gambe e attirandolo sopra di sé. «Prendimi ancora. Ma stavolta fammi parlare mentre mi scopi. Fammi confessare tutto.»
Lui lo girò di nuovo sul letto, stringendolo forte. «Ok, allora sarai il mio sospettato preferito. E ogni risposta sbagliata…»
Affondò piano dentro di lui, facendolo gemere.
«…verrà punita.»
Il ritmo si fece più duro, ma stavolta accompagnato da domande, sospiri, risate strozzate.
«Dimmi… quando ti sei innamorato la prima volta?»
«A diciassette anni… ma non mi voleva.»
Un colpo più forte.
«E adesso?»
«Adesso… sto per innamorarmi di te.»
Le parole restarono sospese tra loro, mentre il corpo parlava più di qualsiasi risposta.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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